Archive for gennaio, 2014

kuzu

Il kuzu è una fecola naturale che si ricava dalla radice della Pueraria Lobata, una pianta leguminosa perenne che vive nelle montagne del Giappone. Questa pianta è molto resistente e cresce soprattutto nei terreni più aridi, le sue radici hanno una grande forza e riescono addirittura a svilupparsi all’interno della roccia. Dalle radici, nella stagione invernale, si ricava il kuzu attraverso un processo nel quale le radici vengono tagliate e lavate nell’acqua corrente per eliminarne l’amido, in seguito l’acqua viene raccolta in catini dove l’amido si deposita e si indurisce. Una volta che questo è asciutto e compatto è pronto per essere consumato. In Giappone questo è un ingrediente utilizzato da secoli e molto valutato nella cucina tradizionale per le sue proprietà gelificanti e addensanti che donano ai piatti una consistenza cremosa, generalmente viene utilizzato per realizzare bevande dissetanti, minestre, zuppe o gelatine di frutta, ma si può aggiungere anche a salse, dolci e torte che diventano particolarmente soffici. Se ne utilizza il 5-10% dell’intero composto, a seconda di quale consistenza si vuole donare, il kuzu deve essere sciolto in acqua e poi unito al resto degli ingredienti, in seguito tutto deve essere portato a bollore per pochi minuti. Il kuzu, oltre ad essere un ottimo addensante, ha la grande capacità di disinfiammare l’intestino e di lenire tutto l’apparato digerente, aiuta anche a rafforzare e regolare la digestione ma è ottimo anche in caso di affaticamento generale, di raffreddore e febbre. 

il Kuzu, per grandi e piccini

La pianta del kuzu è un tipo di vite originaria delle montagne del Giappone, che ora viene coltivata anche negli Stati uniti. E’ una pianta dalle radici gigantesche e il kuzu è proprio il preziosissimo amido che si ricava, attraverso un laborioso processo di lavaggio di tali parti della pianta.

Il kuzu è un addensante che si presenta in piccoli blocchetti di polvere bianca, con particolare effetto rinforzante sull’intestino. Si acquista nei negozi di cibo naturale e può essere usato quotidianamente in cucina in quanto rafforza e regola la digestione. Si digerisce facilmente e viene assorbito rapidamente dall’intestino.
 

Come rimedio, il kuzu si rivela utilissimo nei casi seguenti:
• Affaticamento generale. Il kuzu allevia la stanchezza ed accresce la vitalità.
• Disturbi intestinali cronici, in particolare diarrea, anche causata da colera o dissenteria. E’ indicato in caso di colite ulcerosa.
• Raffreddori. I raffreddori dipendono spesso da un intestino debole o dalla stitichezza.
• In caso di febbre, il kuzu tende a far abbassare la temperatura corporea.
• E’ ottimo per le persone che non possono ingerire cibi solidi, perchè contiene calorie che vengono bruciate lentamente.
•tutte le mucositi del tubo digerente che causando un’aumentata permeabilità intestinale, favoriscono l’assorbimento di sostanze tossiche. Per contrastare l’aumentata permeabilità è utile ispessire la crema di riso con l’amido tratto dalla radice del kuzu sciogliendone un cucchiaino in poca acqua fredda d’aggiungere alla crema e far bollire per pochi minuti.

 

Modalita’ d’ Uso.
Ottimo per addensare, salse, zuppe, sughi, dolci, gelati e composte. Va impiegato tra il 5 e il 12% in relazione ai liquidi (dal 8% in poi conferisce una consistenza solida che tuttavia può variare in presenza di zucchero, fibra ecc. ecc.). Il suo potere addensante si esplica una volta che il composto raggiunge la bollitura e venga rassodato in frigo per almeno 1 ora.
Preventivamente frantumato in polvere finissima può essere impiegato nell’ordine del 10% (in relazione alla farina) nei prodotti da forno per migliorare la sofficità.

Antico rimedio per disinfiammare l’intestino. Sciogliere un cucchiaino da caffè colmo di Kuzu, con circa 250ml d’acqua, e far bollire lentamente finché il liquido non diventa trasparente. Aggiungere mezzo cucchiaino di Shoyu e bere tiepido. Oppure, per stimolare la peristalsi intestinale, unire anziché lo Shoyu la crema di riso.

Vuoi diminuire la percezione d’acidità del caffè ? Prova a scioglierci 1 cucchiaino scarso di kuzu e vedrai che differenza!

 

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Guacamole con germogli di aglio (o porro)

Guacamole con germogli di aglio (o porro)Image

Per 4 persone:

2 avocado maturi

Germogli di aglio (o porro) 20-25g

Olio e.v. d’oliva 2-3 cucchiai

Succo di un limone piccolo

Cumino in polvere mezzo cucchiaino

Sale e pepe q.b.

Peperoncino in polvere

Facoltativo: 100g di pomodori rossi

Tagliare gli avocado a metà, privarli del nocciolo, estrarre la polpa con un cucchiaio: metà della polpa va ridotta a dadini, l’altra schiacciata con una forchetta. Aggiungere alla crema così ottenuta i germogli tritati finemente, eventualmente il pomodoro spellato e privato dei semi, e poi gli altri ingredienti. Per ultimo, unire la parte restante dell’avocado a pezzetti e mischiare.

Coprire e lasciar riposare per mezz’ora prima di servire.

Servito in un piatto con una galletta di pane germogliato, e germogli di fieno greco, erba medica e pisello asparago.

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daikon

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Daikon
Il Daikon dal giapponese “grossa radice”, è un ravanello bianco gigante, originario dell’Asia Orientale.
Può essere lungo da 14 cm a 1 mt e pesare fino a 3 kg. Ha una consistenza carnosa e sapore piccante. Viene molto usato come condimento.
Contiene sali minerali ( potassio, calcio, magnesio e fosforo), proteine, fibre, è ricco di vitamina C (100 gr forniscono il 34% del RDA) e contiene acido folico.
È diuretico e drenante del fegato. Molto utile per eliminare l’eccesso d’acqua nei tessuti.
È apprezzato per la sua preziosa azione mucolitica, ma soprattutto come bruciagrassi naturale, ottimo a tavola per accompagnare i fritti.
Contiene degli enzimi attivi che aiutano la digestione, specialmente degli alimenti amidacei. Si consuma fresca grattugiata nelle insalate, cotta nelle zuppe o saltata con altre verdure. In cucina Il Daikon si può mangiare crudo nell’insalata, fritto o cotto a vapore.
In alcune regioni del Giappone viene spesso stufato con il calamaro o il polipo, poiché si dice che, gli enzimi contenuti nel daikon, li intenerisca.
Per renderlo più tenero può anche essere bollito un poco nel brodo, o assieme ai dashi, come componente del piatto degli Oden.
Il Daikon è un ingrediente molto importante anche in Cina, in Corea, nel Vietnam e nella cucina indiana.
In Cina, il daikon è spesso cucinato con i funghi shiitake e della carne cinese, come piatto ordinario. Molto usato come contorno per il pesce, messo in forno con del curry, come noi usiamo fare con le patate.
In Corea, è per lo più conservato sott’aceto e mangiato come insalata.
Ricette
“ZUPPA di MISO”
–    1 l acqua –    60gdiMiso –    50 g di Daikon –    1 porro –    150 g di carote –    10 g di zenzero –    200 g di Tofu –    1 foglio da circa 8 cm di Alga Wakame –    1 cucchiaio di olio evo –    sale q.b.
Mettete in ammollo, in acqua fredda, il foglio di alga wakame.
Intanto pulite il daikon: spuntate la parte superiore e quella inferiore, eliminate la buccia pelandolo con un pelapatate e tagliatelo finemente in piccoli pezzi.
Pelate le carote e tagliate anch’esse i piccoli pezzi sottili.
Private il porro dalle foglie più esterne, eliminate la parte verde e tagliatelo finemente.
Sbucciate lo zenzero e dividetelo in piccoli pezzi fini.
Strizzate l’alga, ormai ammorbidita, e tagliatela a listarelle.
In una casseruola capiente, fate rosolare le verdure con un filo d’olio, per 10 minuti circa. Aggiungete anche l’alga wakame, quindi coprite le verdure con l’acqua.
Lasciate cuocere il tutto per 15 minuti circa. Nel frattempo, tagliate il tofu in cubetti da circa 1 cm. Prelevate un mestolo di brodo dalla zuppa e utilizzatelo per stemperate, in una ciotolina, il miso. Aggiungete alla zuppa il miso stemperato, il tofu, spegnete e mescolate. Lasciate intiepidire cinque minuti e servite ben calda.
“ DAIKON e CAROTE SPEZIATE “
–    1 daikon grande o 2 piccoli –    2 carote –    1 spicchio d’aglio –    1/2 cucchiaino di semi di senape –    1/2 cucchiaio di coriandolo
–    1/2 cucchiaino di curcuma –    Peperoncino, prezzemolo e sale ( o salsa di soia) q.b. –    Olio evo
In una padella rosolate leggermente lo spicchio d’aglio (che poi toglierete), i semi di senape, la curcuma e il coriandolo.
Aggiungete il daikon, le carote tagliate a cubetti e il sale (o la salsa di soia).
Spadellate per circa due minuti per poi cuocere con il coperchio, a fuoco basso, per altri 10 minuti, finché il daikon e le carote siano diventati teneri.
Levate il coperchio e lasciate evaporare il liquido in eccesso, mescolando di tanto in tanto. Infine aggiungete il peperoncino e il prezzemolo tritato. “ PASTICCINI di DAIKON “
–    1/2 daikon –    100 g di tofu –    6 funghi secchi –    3 pomodori secchi –    una manciata di semi di zucca –    2 cl di shoyu o tamari –    barbabietola per guarnire –    semi di sesamo –    succo di limone qb –    pepe
Mettete in acqua tiepida i funghi, i pomodori e i semi di zucca, per 20-30 minuti.
Preparate un carpaccio di daikon e mettetelo a marinare per 30 minuti, con 1 cl di shoyu, pepe, limone, rigirando di tanto in tanto.
Quando saranno morbidi, unite i funghi, i pomodori e i semi e il tofu. Aggiungete 1 cl di shoyu e qualche cucchiaio d’acqua d’ammollo.
Frullate fino ad ottenere una crema morbida, simile ad un pesto. Se necessario aggiungete qualche altro cucchiaio d’acqua.
Ora preparate le torrette: una fetta di daikon, crema, fetta di daikon, crema e una spolverata di barbabietola cruda che avrete precedentemente grattugiato.
Spolverizzate con semi di sesamo e servite. P.s. : la cremina è buonissima anche da usare come pesto per la pasta.

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zio angus

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